Guida semiseria alle taglie per ukulele
Dunque, a fronte di numerose domande sul forum di YOUkulele e complice un viaggio in treno che porca troia non finisce MAI, penso sia arrivato il momento di pubblicare una guida esaustiva, ficcante e accurata circa le dimensioni degli ukulele in commercio.
“Dici che il Soprano va bene?” – “Con cosa posso iniziare?” – “C’ho le dita cicciotte… forse è meglio il Tenore” – “E del Baritono che mi dici?”
Pensateci bene prima di decidere da che parte stare.
L’ukulele Soprano
È l’ukulele per eccellenza. Tutto nacque da qui nel lontano 1879. I suonatori di ukulele Soprano molte volte suonano ragtime, si bullano dicendo che il loro ukulele suona da Dio ma al tempo stesso piangono in silenzio perché accanto ad altri strumenti, il più delle volte, nessuno li sente e nessuno li vede. L’ukulele Soprano genera dipendenza ed in molti casi si finisce per collezionarli come popcorn. Alla fine ci si ritrova con 13 ukulele Soprano che vengono suonati a rotazione in un’orgia dionisiaca di “pluck-plick-pluck-plock”. Ovviamente il possessore di 42 ukulele Soprano è fermamente convinto che si debba venerare questa taglia e nulla aldifuori di essa ma la verità è che appena arrivi ad un dodicesimo tasto ti fermi, lasci stare il fingerpicking e torni a fare quello per cui sei stato concepito: “pluck-plick-pluck-plock”. L’ukulele Soprano è il nano molesto che quando la festa è finita si imbuca ovunque perché tanto è piccolo, si trasporta facilmente e in una macchina a 5 posti riesce a sedersi comodamente anche sulla leva del cambio.
Solitamente i possessori di ukulele Soprano odiano profondamente l’ukulele Tenore e non perdono occasione per dirglielo in faccia. Ma la verità è che una papera contro uno squalo può fare ben poco. Stacce.
L’ukulele Concerto (meglio detto Concert)
L’ukulele Concerto è un Soprano con crisi d’identità. Parliamoci chiaro: il suono non cambia, stiamo sempre lì, di tasti in più ce ne hai due o tre e gli spazi sono leggermente più ampi di un paio di millimetri (ma che culo!). I possessori di Concert sono quelli che iniziano a “sentirsela calda”. Sono quelli con i marroni colorati di viola dopo aver suonato per 5 mesi “Gianna-ggianna-ggianna-ggianna…[...]…Ggianna-ggianna-ggianna” e che iniziano a chiedere qualcosa di più al proprio strumento. Solo che sono ancora abbastanza insicuri e solitamente passano 1 o 2 settimane a decidere “Ma mi faccio un Concert o un Tenore? …Mmmm no dai, meglio il Concert, il Tenore mi sembra un po’ troppo”. Probabilmente continueranno a rockeggiare con ”Gianna-ggianna-ggianna-ggianna…[...]…Ggianna-ggianna-ggianna” ma almeno si sentiranno appagati nel suonare un Sol maggiore al settimo tasto.
Per carità, non saranno mai complessati quanto i Soprano Long-Neck “Mi prendo un Soprano però non mi piacciono le caratteristiche del Soprano mi prendo un Concert col manico un po’ più lungo ma l’ukulele per tradizione è un Soprano ok SVOLTA mi prendo un Soprano col manico del Concert il Long Neck DA PAURA”. Nessuno li voleva ma per circostanze fortuite qualcuno li suona. Un po’ come le donne su cui ripieghi dopo che ti è sfumata la prima scelta.
L’ukulele Concert in definitiva è la Svizzera dell’ukulele. Non è di qua né di là. Un neutrale quasi fastidioso che difficilmente verrebbe paragonato ad un Cristiano Ronaldo al fantacalcio.
L’ukulele Tenore (meglio detto Tenor)
L’ukulele Tenore è il bullo che ti caca il cazzo. I possessori dei Tenori sono profondamente convinti che le dimensioni del pene contano e che la questione del suono “chitarroso” sia soltanto una cazzata ad-hoc inventata da quei complessati dei Soprano. L’ukulele Tenore ha più tasti rispetto ai precedenti modelli, è “bigger”, cazzuto e nonostante i Soprano (i Concert no, ve l’ho detto, sono la Svizzera) provino a dipingerlo grande come un contrabbasso (LOL) si porta comunque in macchina e pesa nei casi limite nemmeno un kilo in più. Praticamente tutti i professionisti suonano un Tenore, tranne gli hillbillies che continuano a portare sul palmo di mano i loro ukulele Soprano.
Il Tenore è l’ultima spiaggia, la palestra dei campioni che si allenano sui tasti ampi e confortevoli, caratteristici di questa taglia. NO PUSSIES ALLOWED.
Varie ed eventuali
L’ukulele Sopranino è una gradevole trovata per soddisfare le voglie nerd di una gran bella fetta di ukulelisti. Non suona per un cazzo, non riesci a premere quasi nessun tasto, non riesci a fare fingerpicking a meno che tu non abbia delle dita da geisha nana. Tuttavia viene considerato “extremely cool” e probabilmente il passo successivo dopo aver gridato al mondo che trasporti il tuo strumento in uno zainetto è infilarne uno nel portafogli.
Il Banjolele è un’allegro transessuale con la cassa del banjo ed il manico dell’ukulele. I felici possessori di questo modello molto spesso se lo sono ritrovati tra le mani come regalo di uno che tempo fa lo suonava (chiediti perché) oppure avrebbero sempre desiderato suonare un po’ di sano bluegrass (iiiiiiih haaaaaa!) ma al sol pensiero di una corda in più e pergiunta attaccata alla metà del manico (che paura) avevano desistito.
Il Baritono è il nonno a cui manchi di rispetto. In realtà è una delle taglie più giovani ma è vecchio dentro, parla un’altra lingua, è talmente grande, noioso ed inutile che appena lo trovi su un video di Youtube resisti per 12 secondi prima di c
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