Ukulele elettrico = Fucking great
Siamo soliti pensare all’ukulele come il placido strumento hawaiiano che ci culla sull’onda del sorriso e molti di noi, prima di approfondirne la conoscenza si sarebbero addirittura stupiti che potessero esistere modelli con corde in acciaio.
Qui sopra trovate un video che ho registrato al volo sul mio iPhone nella mia aula agli Insomnia Studios di Reggio Emilia. Aldilà dell’effetto “Nancy Sinatra” dovuto a un tremolo fin troppo presente con qualche spruzzatina di delay, l’ukulele che sto suonando è “Dave”, un tenore Risa solid body che ha sempre fatto il suo sporco lavoro. Doppio lipstick, action bassa più o meno come “BiancaRisa e i 4 nani”, knobs per l’espressione e per il volume, peso di quelli importanti che richiede necessariamente una tracolla ancor più rock’n'roll. Attenzione: non sto suonando corde in fluorocarbonio o nylgut ma la classiche corde in acciaio con un low-G (un Sol basso). Senza amplificazione ve lo sbattete in fronte (e vi fate pure male), con l’amplificazione godete duro. Durissimo.
La domanda è: stiamo pur sempre parlando di ukulele oppure è una semplice chitarra privata di due corde? Non saprei rispondere con esattezza e giro la palla a voi. Certo è che ormai ho acquisito “quel modo lì” di suonare il mio strumento e ogni volta che passo all’elettrico mi ritrovo a suonarlo come fosse un acustico con conseguenti difficoltà. Tiro fuori il plettro ma non ci sono abituato quindi… il retrogusto hawaiiano un po’ si perde. Però ormai ho preso l’abitudine di portarmelo dietro ai miei concerti e l’accoppiata con un ukulele acustico è degna di nota.
In ogni caso, resta comunque una gran ficata.
Categorised as: Uketalk
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